Compostaggio, si prolunga lo stop 

Celano e Romano: «L’impianto non potrà essere aperto prima di quattro mesi»

L’impianto di compostaggio resterà ancora chiuso per diversi mesi. Nella migliore delle ipotesi i cancelli riapriranno per l’inizio della prossima estate. A darne notizia il capogruppo di Forza Italia al Comune di Salerno Roberto Celano che, in una nota stampa scritta insieme all’ex assessore regionale all’Ambiente Giovanni Romano, informa sul cronoprogramma. I motivi di questo ritardo (inizialmente si era pensato che l’impianto potesse ripartire già a febbraio) sono ascrivili al fatto che bisogna ancora esperire una serie di gare e attendere la consegna dei macchinari. Tutto questo non richiederà meno di quattro mesi. A dare queste informazioni al consigliere sono stati i vertici di Salerno pulita. Gli stessi hanno anche spiegato che è stato necessario reperire nuovi macchinari perché quelli presenti nell’impianto si trovavano in pessime condizioni, un’usura dettata essenzialmente da una cattiva gestione e da un’assenza di manutenzione da parte della Daneco che, fino a un anno fa si occupava della struttura. «In tal modo –scrivono i due dirigenti berlusconiani – si procrastina nel tempo il danno erariale per un impianto pubblico ormai chiuso già da un anno e mezzo, oltre che i danni ambientali ed economici derivanti dalla necessità di trasferire i rifiuti organici del capoluogo in impianti del Nord Italia. Nei prossimi giorni chiederemo il dettaglio degli interventi che si sono resi necessari e che impediscono ancora, dopo circa 18 mesi, all’infrastruttura di ripartire. Chiederemo conto dei costi già sostenuti e delle coperture finanziarie di quelli ancora da sostenere». Il sito è passato sotto la gestione di Salerno pulita dalla fine dello scorso mese di aprile. Da allora la municipalizzata sta eseguendo innumerevoli lavori per riportare l’impianto alla piena funzionalità e, nel frattempo, l’organico prodotto in città viene consegnato per lo smaltimento alla Gesco per un costo di 155 euro a tonnellata, come reso noto dal dirigente del settore Ambiente Luca Caselli nel corso di una commissione Ambiente tenutasi diversi mesi fa. «Chiederemo – continuano Celano e Romano nella loro nota stampa – di attivare la polizza fideiussoria fornita a garanzia dal precedente gestore per recuperare parte dei danni causati e se la stessa si dovesse rivelare non idonea, chiederemo di accertare le responsabilità civili e penali di chi ha accettato garanzie inefficaci».
Angela Caso
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