L'INTERVENTO

Commercio in città da ripensare ma non è il covo dei delinquenti

Gentile Direttore, vorrei esprimere alcune opinioni sul programma trasmessa da Raitre sulla nostra città. Non ho l’impressione che le nostre aziende commerciali siano un “covo” di delinquenza e di riciclaggio di denaro sporco; senza dubbio l’economia criminale esiste ma è radicata sia in Italia che all’estero, le brillanti operazioni della magistratura e delle forze di polizia ci danno ogni giorno visione di questa guerra che lo stato sta combattendo nelle quali ha certamente per alleata la sana economia. Non bisogna fare confusione e bisogna evitare di fare un gran torto alle imprese storiche del commercio salernitano (Brancaccio, D’Urso, Boggi) e alle nuove imprese che stanno investendo nella nostra città. Qualche motivazione avranno questi imprenditori per fare investimenti e per la maggior parte certamente non si tratta di capitali “sporchi”. Certamente nel settore commercio c’è crisi ma dovuto sia al fatto che l’evoluzione del sistema distributivo sta portando sempre più al sistema franchising o in catene distributive (anche l’artigianato sta subendo la pressione delle catene organizzate) Certamente va ripensato il commercio nella nostra città, ma è compito degli imprenditori capire il che fare e alle istituzioni agire con norme e attività di promozione del territorio; oggi si pensa ai negozi multi licenze dopo la crisi dei Malls. La trasmissione mostra una città arretrata e statica, ma quando aprono 500 b& b , trenta aziende sono incubate nel laboratorio Sellalab, l’Università produce start up validissime, aziende industriali (Nuceria Group) fanno dell’innovazione, della ricerca la loro strategia, allora, probabilmente, la giornalista ha raccontato una parte a me non nota della città. Forse bisognava fare una trasmissione con maggiori interlocuzioni nel territorio. Non si può sentire che il Crescent è un mostro perche copre la visuale alla finestra di mammà (palazzo costruito dall’Inail e fittato e venduto a tutti gli operai in cassa integrazione della città) D’altro canto Raitre è poco presente nel comunicare le iniziative del nostro territorio siano esse culturali o economiche La mia sensazione è che la giornalista più che dare l’informazione sia stata presa da una sorta di guerra santa utilizzando fucili Garrant (quelli della seconda guerra mondiale) in un’epoca di droni . La nostra città sta vivendo la sua crisi di crescita in un periodo di crisi economica (la ripresa al sud è ancora lontana anche se i dati economici della nostra regione sono estremamente interessanti e in un quadro politico nazionale di totale assenza di politiche per il sud. Sarebbe interessante che la giornalista di Rai Tre facesse interlocuzione anche con noi rappresentanti delle categorie imprenditoriali, probabilmente scoprirebbe una città seria, produttiva e dinamica che vota la sua rappresentanza politica con attenzione e coscienza sia essa di governo o di opposizione.

* presidente della Claai