IL CASO

Cittadella giudiziaria a Salerno: al posto dei balconi mettono pannelli 

L’operazione è in corso all’ultimo piano dell’edificio più alto

SALERNO. Un oltraggio. Non c’è altro termine per definire quanto sta accadendo da ieri all’edificio più alto della cittadella giudiziaria. In quell’edificio e negli altri due più bassi sono in corso i lavori di ultimazione da parte dell’impresa che si aggiudicò la gara per il completamento. Come si ricorderà solo i primi tre edifici (A, B e C), dopo diverse peripezie, furono completati, mentre per gli altri tre (D, E e F) era stato fatto solo il grezzo. Fu necessario reperire risorse aggiuntive (23 milioni, che arrivarono quando Vincenzo De Luca ebbe l’incarico nel governo nazionale) con le quali fu bandita una nuova gara per il completamento
Ebbene, gli edifici progettati dall’architetto inglese David Chipperfield sono dei parallelepipedi di altezza diversa, il cui tema stilistico, molto rigoroso, è scandito dalle facciate su cui si aprono dei balconi.
Ebbene, all’ultimo piano dell’edificio più alto (di colore rosa) per diversi mesi i balconi sono rimasti privi sia delle ringhiere che delle vetrate. In realtà, su questo ultimo piano, che funge da tetto e non ha copertura, sono alloggiati tutti gli impianti di aerazione e degli ascensori. Nonostante ciò, il progettista ha previsto muri perimetrali con i balconi. Da ieri, però, hanno cominciato a chiudere gli spazi destinati ai balconi con pannelli di colore grigio. L’operazione è ancora in corso, ma l’effetto che ne deriva è terribile: l’edificio, privato dei vetri riflettenti e delle ringhiere, risulta tozzo e appesantito. Ha perso slancio, non c’è più quella scansione di pieni e vuoti (anche perché i pannelli sono stati messi sulla parte più esterna), ma soprattutto non c’è l’effetto del riflesso determinato dai vetri, che alleggeriva e dava tutt’altro equilibrio all’edificio.

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