Salerno

Caos traffico e disagi per Luci d'artista, commercianti delusi

Un'altra domenica da bollino rosso. Esercenti cittadini divisi: «Chi arriva in pullman non è disposto a spendere neppure un euro»

Sono le 17 quando le luci si accendono, tra gli applausi, in un centro cittadino dove il traffico pedonale ha già raggiunto livelli da record. In fila indiana, stretti in via Mercanti, centinaia di visitatori camminano a passo d’uomo per raggiungere Il giardino incantato della Villa comunale e piazza Flavio Gioia. Anche il traffico è paralizzato. Da Mercatello alla stazione si cammina a rilento, mentre da corso Garibaldi al teatro Verdi è un unico incolonnamento. La situazione non migliora quando gli agenti della polizia stradale, su segnalazione dei vigili urbani, attivano, a partire dalle 18, i cosiddetti blocchi dinamici, deviando le vetture dirette al centro verso l’Arechi.

Già dalle 15.30, infatti, raggiungere Salerno via autostrada, non era impresa facile. Traffico intenso sul raccordo Salerno-Avellino in direzione sud e sulla Napoli-Salerno con rallentamenti tra Cava e Vietri, che hanno creato ripercussioni perfino sulla Lungorino e in via Vinciprova, dove è scoppiato il caos: l’esasperazione e l’inciviltà ha infatti spinto alcuni automobilisti a lasciare le proprie vetture in malo modo, chiudendo i varchi di entrata ed uscita dal parcheggio. Che fosse una domenica da bollino rosso era presumibile. I pullman prenotati erano 135. In corso d’opera, si è sfiorata quota 170, con oltre 8500 persone che si sono riversate, complice anche il bel tempo, tra vicoli e piazze.

Una ventata d’ossigeno per l’economia cittadina? Solo in parte, stando all’analisi di numerosi commercianti. «L’anno scorso non potevamo lamentarci. Quest’anno, invece, il livello dei turisti è decisamente più basso – racconta Susy Barba di K-In di via Mercanti – Chi arriva in pullman non ha alcuna intenzione di fare shopping e i salernitani che vorrebbero farlo, sono costretti a scegliere i giorni infrasettimanali, visto che il sabato e la domenica si chiudono in casa per evitare il traffico e l’affannosa ricerca del parcheggio». Sulla stessa lunghezza d’onda gli esercenti di via Masuccio Salernitano: «Salerno non può contenere questa mole di gente – sbotta Maria, titolare di un negozio di intimo – Nessuna di queste persone spende un euro, basta guardarsi intorno. Gli unici a beneficiarne sono i bar e le friggitorie». Un turismo più selezionato, è quello che chiedono anche Enzo Salvino e Rosaria Salzano, titolari dell’Osteria dei sapori di vicolo Santa Maria de Domno: «Facciamo qualche coperto in più, ma i nostri clienti non sono tendenzialmente legati a Luci d’artista. Poi, un conto sono i visitatori che arrivano in città per trattenersi una o due notti, coppie e famiglie che intendono visitare Salerno e si fermano a pranzo, a cena e per lo shopping, altro sono i turisti che viaggiano in bus. Fanno una corsa mordi e fuggi tra le luci, arrivano attrezzatissimi con panini, bottiglie d’acqua e thermos di caffè. Non muovono nessuna economia. Senza considerare il problema dei parcheggi. Noi abitiamo qui, lo sappiamo bene. Per certi versi siamo prigionieri, anche se la manifestazione è bella, non la critichiamo. Solo che bisognerebbe lavorare per elevare il livello qualitativo del turismo». Tra i favorevoli c’è Luigi Grimaldi di Ortofrutta da Idarella, in piazza Sant’Agostino.

Per cavalcare la crisi si è inventato un banchetto, all’esterno della sua attività commerciale, sul quale propone in vendita caldarroste, birre, acqua, patatine e altri snack. «Per me è una boccata di ossigeno. Certo, non è facile e ci sono dei disagi. Ma sono convinto che se non ci fossero le Luci e la città fosse triste e al buio, ci si sarebbe lamentati comunque». I correttivi, però, sono fondamentali: «Già in mattinata i parcheggi del centro erano stracolmi – racconta Giuseppe Russo, commesso – Trovare un posto auto è una odissea. E poi, non a tutti piace essere stritolati nella folla». Ne sanno qualcosa Paolo Perotti, Anna Russo e Loredana Maresca, dell’associazione Vis, volontari italiani per il soccorso. Ogni sabato e domenica, a turno, otto di loro presidiano dei punti strategici della città. All’angolo tra via Mercanti e via Mazza restare imbottigliati tra i pedoni è facilissimo: «Facciamo del nostro meglio – sottolinea Perotti – Tentiamo di far defluire il passaggio e soprattutto forniamo molte indicazioni». Le più frequenti? Come raggiungere la Villa comunale. «Se i commercianti si lagnano è solo perché non hanno capito che devono puntare su prodotti tipici», sottolinea Biancamaria Fiorillo, barista. Ci ha pensato Emilia Petrone, hobbista, che sabato ha inaugurato in vicolo Masuccio un negozio dove, per trenta giorni, proporrà in vendita palle natalizie: «Alcune sono dedicate proprio a Luci d’artista».

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