Burocrazia, parte da Sala la rivolta dei commercialisti 

L’Ordine locale primo firmatario di un documento contro le nuove disposizioni Nel mirino soprattutto le procedure informatiche utilizzate per i pagamenti

SALA CONSILINA. L’Ordine dei commercialisti di Sala Consilina e gli altri dieci ordini professionali presenti in Campania si sono schierati contro i provvedimenti legislativi che riguardano sia direttamente che indirettamente la categoria professionale e le imprese. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la comunicazione semestrale dei dati che ha comportato stress e un costo aggiuntivo che non sarà ripagato né dai clienti, né dalle informazioni contenute nelle trasmissioni stesse a disposizione dell’amministrazione finanziaria.
L’ordine di Sala Consilina è tra gli estensori del documento che ha formalizzato la protesta dei commercialisti campani scoppiata dopo il blocco del sistema informatico durante la fase di trasmissione dei dati delle fatture. Il sistema non avrebbe retto ed è andato in tilt. Il problema ha interessato non solo i tanti professionisti presenti nell’area territoriale dell’ordine di Sala Consilina bensì tutta l’Italia.
«Le comunicazioni trimestrali telematiche delle fatture e dei corrispettivi insieme all’allargamento dello split payment ai professionisti - si legge nel documento siglato dai presidenti degli undici ordini della Campania - stanno mettendo in ginocchio la nostra categoria da un punto di vista finanziario. Non solo all’epoca non siamo stati considerati, ma a distanza di dieci mesi gli sforzi del Consiglio nazionale dei commercialisti per far ragionare l’amministrazione finanziaria sulla complessità della procedura e della gestione dei dati sono rimasti senza ascolto. Le molteplici proroghe dello spesometro sono l’ultimo pessimo resoconto di tentativi plurimi di far morire una categoria professionale centrale nello sviluppo economico del paese e, come era facile immaginare, danno ragione ad una categoria che non può non essere attrice delle semplificazioni ma che viene relegata a mera intermediaria di complicazioni assurde. I commercialisti rivendicano un ruolo primario nell’evoluzione delle norme che possano rilanciare l’economia e vogliono essere considerati quale volano per la rinascita del sistema socio-economico dell’Italia. È arrivato il momento di cambiare marcia».
Nella parte conclusiva del documento, i commercialisti «rivendicano il diritto di proporre semplificazioni che siano rispettose della dignità di chi opera al fianco delle altre istituzioni per raggiungere dei risultati nell’interesse di tutto il paese».
Erminio Cioffi
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