IL COMMENTO

"Big Luciano" è una risorsa, dico basta a processi inutili

Ho seguito con interesse il dibattito - scientemente evito la parola polemica - scaturito dalla scelta di invitare Luciano Moggi all’inaugurazione delle sede dell’Università telematica Pegaso di Giffoni Valle Piana. L’ho fatto, come è mia abitudine, nella sincera convinzione che, se non è mosso da sterile vis polemica ma conserva i caratteri di un onesto dibattito intellettuale, qualsiasi contributo alla discussione possa e debba essere accolto come stimolo all’analisi e alla riflessione. Dunque, con questo spirito, mi permetto di svolgere anche io alcune considerazioni.

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Sono sempre grato a chi mette la propria esperienza professionale a disposizione di un obiettivo di crescita di consapevolezza collettiva. Mi basta questo e la premessa che ogni iniziativa si svolga nel rispetto della dignità delle persone e delle regole della legalità per essere più che tranquillo sul piano della coscienza. Per il convegno avremmo pensato a tutto tranne che di disturbare le coscienze di alcuni cittadini che sembrano essersi risentiti dalla presenza di Luciano Moggi perchè fu coinvolto in un inchiesta giudiziaria anni fa. Moggi che - detto solo per inciso, partecipa all’iniziativa con Corrado Lembo, procuratore della Repubblica di Salerno, a Claudio Gubitosi, direttore del Giffoni Experience, e a tanti sindaci del territorio - è cittadino libero con nessuna pendenza giudiziaria. Dunque ha tutto il diritto di prendere parte a tutti i convegni e iniziative che vuole, salvo che non si voglia trasformare una cultura del diritto in una cultura dell’eccesso di giudizio morale, cosa che mi preoccuperebbe molto e che spero e credo non sia tra gli obiettivi di chi ha espresso riserve sull’opportunità del convegno. Moggi ha incontestabilmente una straordinaria esperienza nel mondo della managerialità sportiva. Viene a Giffoni per discutere di un tema che non si può prestare a nessun equivoco. Ognuno, salvo prescrizione giudiziaria contraria, deve avere il diritto a esprimere le proprie posizioni e le proprie idee. La logica dei divieti non è rispettosa della capacità di interpretazione e di critica di chi ascolta. Non mi indignai per la presenza di Corona all’Università di Salerno e sono, per principio, contrario alla cultura dello scandalo e del giudizio preventivo. Nella fattispecie a Giffoni si parla a giovani universitari che hanno maturità e capacità critica sufficiente per comprendere e valutare ogni messaggio. Che non potranno che essere positivi, su questo non ci può essere dubbio. E dunque diventa incomprensibile la preoccupazione di chi vede rischi di carattere etico per un convegno dimenticando l’opportunità che la sede giffonese dell’Università Pegaso offre a tanti giovani di tutta la zona dei Picentini. Niente processi alla persone: è purtroppo una moda già troppo diffusa e inutile.