Al servizio della salute e della cultura 

Sono cinque i club nel Salernitano ai quali aderiscono volontariamente professionisti di tutti i settori

Sono cinque i club Rotary della città che lavorano singolarmente e in gruppo con l’obiettivo di migliorare la vivibilità offrendo servizi e promuovendo il territorio. «Ci coordiniamo insieme agli altri club per operare al meglio sul territorio e per realizzare progetti importanti» spiega il dottore Michele Galderisi, presidente del Rotary Salerno dei Due Principati. Ma quali sono gli obiettivi dei club? Semplice: «Il Rotary è un club di servizio – commenta l’avvocato Gaetano Pastore, presidente del Rotary Salerno – Cerchiamo di essere presenti sul territorio. In passato c’era un modo diverso di intendere le attività: si delegava il servizio ad altre strutture, stanziando solo i soldi. Ma era riduttivo. Il volontariato è importante anche per l’accrescimento spirituale che ne deriva». «Qualche tempo fa – spiega l’ingegnere Giuseppe Giannattasio, presidente del Rotary Picentia – c’era la tendenza a lavorare con interventi fuori dall’Italia. Oggi siamo più presenti sul nostro territorio. Lavoriamo in gruppo e insieme agli altri club: ho ottimi compagni di viaggio».
«Siamo un pensatoio di professionisti che dovrebbero essere leader della società. All’esterno sembriamo solo quelli che cenano, stanno insieme, fanno gruppo: il Rotary è anche questo, ma ci anima soprattutto l’idea di fare qualcosa per gli altri» aggiunge Natalino Barbato, presidente del Rotary Duomo. «Ho scelto come motto “E pluribus unum” – spiega il professore Antonio Vairo, presidente del Rotary Salerno Est – per rimarcare che l’amicizia che esiste tra i soci nasce dalla condivisione dei modi per essere utili alla società: è possibile fare servizio solo quando c’è un idem sentire».
Tante le iniziative in cantiere sia nel campo sociale che culturale. «Offriremo aiuto alla comunità Emmanuel, centro di recupero delle tossicodipendenze di Monti di Eboli – dice Pastore – Con un finanziamento internazionale diamo il via a un progetto che consentirà alla comunità di dotarsi di una centrale a biomassa per produrre energia elettrica e acqua calda sufficiente per gli ospiti. Nella stessa comunità avvieremo corsi per consentire ai ragazzi di gestire in maniera autonoma piante di ulivo per produrre e commercializzare olio. In primavera, il via a un progetto con la Caritas per la mensa dei poveri. A breve partiremo con un concorso di idee per gli alunni degli ultimi anni delle superiori: l’idea è riscoprire in chiave positiva aspetti ancora nascosti del Risorgimento italiano. Ci sarà una conferenza al Salone dei Marmi con Pino Aprile e una commissione, a marzo, giudicherà i lavori degli alunni che saranno premiati con una vacanza studio a Torino, la prima capitale d’Italia» conclude Pastore.
«Quest’anno – racconta Giannattasio – ricorre il 25° anniversario di fondazione del club e pensiamo di organizzare una manifestazione che ci consenta di onorare anche la figura del professore Carmine Sica, fondatore del club, alla cui memoria abbiamo indetto da 15 anni una borsa di studio. Massima attenzione – prosegue Giannattasio – per il progetto “Salerno città cardioprotetta” al quale i nostri club donano defibrillatori alle istituzioni e curano la formazione del personale che dovrà utilizzarli. Assieme all’istituto Focaccia lo scorso anno abbiamo anche pensato a un’App, funzionante anche senza internet, per localizzare i defibrillatori in città. Vorremmo dare un contributo al restauro del monumento di Piazza Vittorio Veneto».
«Teniamo molto ai progetti che riguardano la salute: abbiamo in cantiere delle iniziative per informazione e screening delle malattie della tiroide e dell’ovaio policistico, oltre a progetti di informazione ai giovani sull’alcool e sul fumo e di educazione alimentare e alla formazione sul primo soccorso. Particolare attenzione al tema del cyberbullismo. Nell’immediato, partiremo con la decima edizione di “Una mano ve.la diamo”, una giornata tra Salerno e Cetara in mare con ragazzi diversamente abili» spiega Vairo.
«Vorremmo risistemare la sala d’attesa dell’ospedale di via San Leonardo – commenta Barbato – Poi continueremo a puntare su “Le domeniche della salute”: professionisti a turno offrono le loro prestazioni per offrire visite gratuite. Poi pensiamo alla formazione: il personale delle istituzioni che ha contatti con i migranti che arrivano a Salerno, per esempio, non ha informazioni su alcune tipologie di patologie, come la tubercolosi. Noi proporremo di formarli. Proporremo informazione sullo scottante tema delle vaccinazioni. Poi – conclude Barbato –pensiamo a un premio letterario, un concorso nelle scuole per salvaguardare la memoria storica della città di Salerno».
«Come singolo club – racconta Galderisi – vorremmo restaurare alcuni affreschi della Villa romana di Baronissi, con il placet della Soprintendenza: teniamo molto a valorizzare il nostro territorio. Ci piacerebbe proseguire con il progetto “Alimenta la mente”: un nostro socio e una psicologa entrano nelle scuole per promuovere la cultura dell’alimentazione». Tra gli obiettivi, anche quello di coinvolgere maggiormente la cittadinanza: «è importante far capire alle persone che non siamo una setta massonica: siamo persone che offrono il loro impegno in maniera gratuita» conclude Barbato.
Barbara Ruggiero
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(Le puntate precedenti sono state dedicate alle associazioni del soccorso, ai cori, ai ciclisti, agli escursionisti, agli animalisti, militari e agli universitari e sono state pubblicate, rispettivamente, il 9, 16, 23 e 30 luglio e il 6, 20 e 27 agosto)