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L’appello al vescovo di Salerno: «Una chiesa per i georgiani»

di Eleonora Tedesco
La lettera di una salernitana a Bellandi per concedere un edificio libero in città: «Non hanno un luogo di culto che li ospiti: aiutiamoli con solidarietà cristiana»
L’appello al vescovo di Salerno: «Una chiesa per i georgiani»

Si occupano della cura delle persone anziane, spesso curandole più e meglio che se fossero i loro stessi genitori. Sono tanti gli uomini e le donne della comunità georgiana a Salerno che ogni giorno entrano nelle case e intercettano quella domanda non solo di cura ma anche di attenzione di tante persone in età più avanzata. Spesso sono proprio loro ad accompagnare le vecchine alla Messa. E, invece, per la comunità georgiana non c’è alcun luogo di culto e, per assistere al proprio rito devono andare a Napoli. A sollevare il caso è stata una cittadina, Matilde Maria Miglionico, che ha scritto una mail all’arcivescovo di Salerno, monsignor Andrea Bellandi, proponendo di concedere al culto della comunità georgiana una delle chiese del capoluogo che sono chiuse.
Nella lettera, la donna racconta il caso della sua assistente, «una donna di nazionalità georgiana – scrive nella segnalazione inviata alla guida della chiesa salernitana – che mi accudisce amorevolmente». La povera donna georgiana, tra l’altro, poco prima di Natale dell’anno scorso ha perso prematuramente un figlio. «Molto religiosa e di notevole generosità morale e culturale, per poter pregare, assolvendo a un suo intimo bisogno di madre, è costretta ogni settimana – spiega la signora Miglionico – a recarsi a Napoli per assistere a un rito ortodosso nella sua lingua madre perché a Salerno nessuna parrocchia ha offerto ospitalità al sacerdote georgiano per le celebrazioni».
Stando agli ultimi dati del censimento permanente della popolazione dell’Istat, gli stranieri residenti a Salerno al primo gennaio 2025 sono 5.532 e rappresentano il 4,4% della popolazione residente. La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dall’Ucraina con il 23,4% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dalle Filippine (11,9%) e dalla Georgia (11,1%) con 613 persone che vivono in città: di questa comunità, ben 833 risiedono nell’insieme della provincia. «Tenuto conto di questa rilevante presenza, in ossequio anche alla nostra Costituzione che prevede la libertà di culto ma soprattutto – fa notare la signora Miglionico nella sua lettera – per solidarietà cristiana, come nostro Signore ci ha comandato, sarebbe bello poter accogliere in una delle chiese chiuse al culto cattolico, questa religiosissima comunità di fedeli ortodossi».
++++ L’ARTICOLO COMPLETO SULL’EDIZIONE ODIERNA DEL QUOTIDIANO CARTACEO ++++

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